Come si gioca
Nove dadi in una scatola di latta, su ogni faccia un simbolo – chiave, torre, tartaruga: 54 immagini in tutto. Chi è di turno lancia tutti e nove i dadi, comincia con «C’era una volta…» e collega tutte le immagini in un’unica storia, tre per inizio, svolgimento e finale. Unica regola: nessuna risposta è sbagliata. Niente punti né vincitori. In una variante ognuno racconta a turno un capitolo della stessa storia.
Cosa può allenare
Rory’s Story Cubes mette alla prova soprattutto la competenza narrativa: nove immagini casuali vanno ordinate e collegate con «perché», «all’improvviso» o «quindi» – serve pianificare e tenere il filo. Si aggiunge il recupero lessicale: ogni immagine richiede la parola giusta. Entrano in gioco fantasia e flessibilità cognitiva, perché un’immagine si legge in senso letterale o figurato – la calamita attira il ferro, oppure gli amici. La memoria di lavoro tiene a mente la trama e i dadi già usati. Senza giudizi, anche i bambini titubanti osano buttarsi.
Particolarmente adatto per
- Sviluppo del linguaggio dai 6 anni, in qualsiasi lingua
- Viaggi e sale d’attesa: la scatola è compatta
- Bambini riservati che si avvicinano al racconto
Meno adatto per
- Bambini che hanno bisogno di punti e di un vincitore
- Gruppi in cerca di tattica e competizione
Il nostro giudizio
Rory’s Story Cubes si rivolge ai bambini dai 6 anni che muovono i primi passi nel racconto e alle famiglie che vogliono esercitare il linguaggio in viaggio o in sala d’attesa. Con nove dadi illustrati e l’unica regola che nessuna risposta è sbagliata, l’inizio è facile. Limiti: l’assenza di competizione, senza punti né vincitori, e il desiderio di nuove sfide quando si racconta molto.
Per iniziare bene
- Iniziare con «C’era una volta…» e dividere i nove dadi in tre gruppi da tre per inizio, parte centrale e fine della storia.
- Per variare, usare la variante «Epic Stories»: ognuno racconta un capitolo a turno, l’ultimo chiude i fili rimasti.
- Il gioco funziona in qualsiasi lingua, quindi la lingua del racconto si sceglie liberamente.
Nel dettaglio
Varianti e numero di giocatori
Per il numero di giocatori l’editore Zygomatic indica solo un minimo, «1+», mentre BoardGameGeek riporta da 1 a 12. Rory’s Story Cubes si può quindi giocare anche da soli. Sulla durata le indicazioni divergono: Zygomatic parla di 10 minuti, BoardGameGeek di 20. Secondo l’elenco dei simboli dell’editore, tra i 54 simboli ci sono anche frecce, emozioni, la lettera «L» e un’ombra inquietante. Rory’s Story Cubes è uscito per la prima volta nel 2005. È stato pubblicato tra gli altri da The Creativity Hub, Gamewright, HUCH! e Zygomatic, che firma l’edizione attuale.
Cosa dicono le recensioni
Nel 2011 Michael Weber scriveva su Reich der Spiele che Rory’s Story Cubes «non è un gioco», ma uno strumento per stimolare la fantasia. A suo dire funziona anche con chi di solito non gioca e richiede capacità comunicative e talento per le associazioni. Lo stesso anno Sandra Lemberger lodava su Hall9000 il fatto che spinga i bambini a parlare e che la scatolina stia in qualsiasi borsa, per esempio per le attese al ristorante o dal medico. All’interazione assegnava 2 su 6. Nel 2014 Simon Kriese lo definiva su spieletest.at un «ottimo punto di partenza» per i giochi di narrazione. Come difetto maggiore indicava che chi si appassiona prima o poi cerca altre sfide.
Fonti
Domande frequenti
Da che età è adatto Rory’s Story Cubes?
Rory’s Story Cubes è indicato dai 6 anni. Un bambino è pronto se ama interpretare liberamente le immagini; non serve saper leggere. Chi ha bisogno di punti e vincitori sarà meno contento di un racconto senza valutazione.
Quanto dura una partita e quante persone possono giocare?
Un giro dura circa 10 minuti. Possono partecipare da 1 a 12 persone, ma non ci sono punti né vincitori: a turno qualcuno racconta, oppure in una variante ognuno aggiunge un capitolo.
Che cosa può allenare Rory’s Story Cubes?
Rory’s Story Cubes può allenare linguaggio e flessibilità. Nove immagini a caso vanno messe in ordine in una storia coerente, e ogni simbolo si interpreta alla lettera o in senso figurato, la calamita per il ferro o per l’attrazione tra amici.
E se un bambino non ama raccontare?
Non esistono risposte sbagliate né valutazioni, il che facilita l’inizio ai bambini riservati. All’inizio bastano tre dadi, messi in fila prima del racconto; più avanti si passa a nove.



